LA DATA

11 dicembre 1688

 

Sul trono dal 1685, dopo solo tre anni, l’11 dicembre 1688 Giacomo II fugge da Londra, lui che era stato l’ultimo monarca cattolico a regnare sui tre regni britannici insieme: Inghilterra, Scozia e Irlanda. Nel dicembre di quell’anno la città era ancora in preda alle tensioni sociali della guerra civile, provocate dalla Repubblica di Oliver Cromwell. A Londra scoppiarono violente manifestazioni anti-cattoliche e il re si fece prendere dal panico.

Nelle prime ore del 10 dicembre, Maria di Modena, la sua consorte, partì per la Francia con il figlio minore e la notte successiva Giacomo fece altrettanto. Mentre stava lasciando il palazzo ordinò di bruciare ogni documento riguardante la richiesta di dar vita ad un nuovo parlamento e mentre navigava, su una piccola imbarcazione sul Tamigi, si racconta che, nel buio della notte, abbia gettato nel fiume il Gran Sigillo del Regno, per decretare simbolicamente con un gesto estremo la dissoluzione del suo governo.

Venne poi catturato nel Kent e in seguito gli fu concesso di riparare in Francia. Il 12 febbraio 1689 il Parlamento inglese dichiarò che la tentata fuga di Giacomo – ultimo sovrano della dinastia Stuart – dell’11 dicembre costituiva un effettivo atto di abdicazione e che il trono andava considerato vacante. Anziché ratificare la successione del figlio di Giacomo II, James Francis Edward, il trono passò a Maria, figlia di Giacomo, che esercitò il potere congiuntamente al marito Guglielmo d’Orange, uomo forte del momento.

 

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