LA DATA

15 gennaio 1974

Il 15 gennaio del 1974 la televisione americana ABC trasmise la prima puntata di Happy Days, un telefilm destinato a diventare oggetto di culto non solo negli Stati Uniti, ma pure oltreoceano; il telefilm, oltre a durare ben undici stagioni, produsse spin-off di successo come Mork & Mindy, e contribuì a ridefinire il proprio medium.

È interessante notare come quest’opera televisiva debuttò in televisione proprio a metà degli anni Settanta, ovvero nel momento in cui, secondo lo storico Eric Hobsbawn, s’interruppe la Golden Age del ventesimo secolo, cioè il periodo di crescita economica e sociale illimitato goduto dalla fine del secondo conflitto mondiale, che vide l’allargamento della classe media pur con enormi differenze. A metà degli anni Settanta era impossibile non notare come i “giorni felici”, appunto, erano ormai un ricordo da poter guardare con nostalgia; la calorosa famiglia Cunningham, capace di ospitare il “diverso” Fonzie e di dialogare con le minoranze italoamericane ed asiatiche, sembra ormai una fiaba svanita nel tempo.

Infatti resta lecito chiedersi quanto questo ricordo avesse delle basi nella realtà: il mito degli anni Cinquanta americani si è sedimentato in una dimensione parallela di nostalgia che ha catturato l’immaginario di culture esterne a quelle statunitense stessa, e di sicuro questa forma di colonialismo culturale è dovuta anche a prodotti come Happy Days.

George Lucas visionò il primo episodio prima che fosse trasmesso e da lì si convinse a scritturare Ron Howard per intrepretare un fac-simile di Richie Cunningham nel suo cult American Graffiti; questi due grandi immaginari americani, quello lucasiano e quello delle sitcom sorridenti, entrambi caratterizzati da straripante potenza internazionale, sono collegati. Resta da chiedersi se la loro influenza si possa dichiarare, a conti fatti, in qualche modo negativa.

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