DAILY LA DATA

20 luglio 1944
Attentato a Hitler

A prendersi la responsabilità di effettuare il tentativo di assassinio fu il colonnello Von Stauffenberg, che riuscì a portare al quartier generale ben due ordigni

I vertici dell’esercito tedesco non avevano mai perdonato realmente a Hitler il fatto che lui e i suoi uomini avessero prima offeso e poi socialmente emarginato la tradizionale aristocrazia militare  durante il loro progetto di tramutare lo stato tedesco; molti di loro avevano già capito che la guerra era stata persa alla fine del 1943 dopo l’arenarsi dell’Operazione Barbarossa.

Gli attentati alla vita del Fuhrer si erano verificati fin dalla fine degli anni Trenta, ma verso la metà degli anni Quaranta tutti i vari gruppi avversi, dalle piccole associazioni segrete fino agli ecclesiastici, volevano convergere su questo obiettivo comune. Il dottor Goerdeler e il generale Von Treckow avevano delineato un piano definitivo: uccidere Hitler, dichiarare uno stato di emergenza, far arrestare SS e alte gerarchie del partito e poi negoziare la pace con le potenze Alleate e l’Unione Sovietica prima che i loro eserciti penetrassero nel confine, in modo da salvare la Germania da un’altra pace distruttiva; quella sarebbe dovuta essere l’Operazione Valchiria.

Hitler era diventato molto paranoico, solitario e disperato, giustamente visto che aveva tutte le ragioni di dubitare degli uomini vicino a lui; passava molto tempo nella sua residenza e luogo di comando detto “Tana del Lupo” ( Hitler aveva una fissazione con i cani e soprattutto con i lupi, ai limiti dell’identificazione; i tedeschi avevano riposto le proprie speranze in un autentico misantropo).

A prendersi la responsabilità di effettuare il tentativo definitivo di assassinio fu il colonnello Von Stauffenberg, che riuscì a portare il 20 luglio 1944 al quartier generale ben due ordigni; l’atmosfera era già tesa per via di una prossima visita di Mussolini e per il fatto che, se in qualche modo Hitler non fosse stato bloccato nel suo proposito di continuare la guerra, le conseguenze sarebbero state catastrofiche.

Nonostante varie problematiche, uno degli ordigni riuscì a esplodere durante una  riunione strategica dopo essere stato lasciato da Stauffenberg, attorno all’una del pomeriggio; l’altro fu poi ritrovato più tardi dalla Gestapo.

Il Fuhrer fu trovato barcollante, scioccato e ferito gravemente all’orecchio vicino alle rovine della sala riunioni della “Tana”, e fu soccorso adeguatamente; la notizia errata della sua morte fu comunque diffusa portando all’inizio delle iniziative contro le SS, e anche quando le operazioni di golpe furono sospese i cospiratori e la cospirazione erano già stati esposti, e per loro fu la fine.