IL NUMERO

9

I padri costituenti hanno dato alla tutela del patrimonio paesaggistico, storico e artistico il numero giusto, quello che nella Cabala rappresenta il fondamento del mondo: il numero 9.

In numerologia il 9 rappresenta le grandi realizzazioni mentali e spirituali, perché è l’ultima e la più alta delle cifre elementari, e denota le qualità superiori; secondo Pitagora simboleggia la materia che si scompone e si ricompone continuamente; nove sono le Muse; Dante ne La vita nova identifica nel numero nove la massima espressione dell’amore divino; incontra Beatrice a nove anni, la rivede nove anni dopo, il 9 è il numero che la rappresenta. Nove sono i cerchi dell’inferno, nove sono le sfere celesti.

Ma eccolo, l’articolo 9 della Costituzione: «La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica [cfr. artt. 33, 34]. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione».

In questi ultimi anni il dibattito sul salvataggio del patrimonio artistico e dell’articolo 9, messi alla prova a colpi di decreti legge, si è fatto particolarmente partecipato. In un’Italia sbriciolata dalla guerra, dove un manipolo di anonimi funzionari dello Stato aveva messo in sicurezza, per quanto possibile, i monumenti e difeso il patrimonio artistico mobile dalle depredazioni e dalla rovina, spesso mettendo a repentaglio la propria vita, la tutela dell’arte e del paesaggio stanno al numero 9, non a caso assieme allo sviluppo della cultura e della ricerca scientifica e tecnica. Sviluppo, non mercimonio; tutela, non devastazione. Altro che very bello….

 

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