IL NUMERO

432

Interessanti studi e osservazioni hanno dimostrato che mentre le onde a 440 Hz potrebbero essere negative, quelle a 432 Hz, hanno l’effetto contrario, sono quindi positive per il nostro organismo.

432 Hz si dice che sia matematicamente coerente con i modelli dell’universo. Gli studi rivelano che 432 Hz è una frequenza interconnessa ai processi fisiologici del DNA del cervello. Anche la luce è collegata al suono, e non solo, questa frequenza a 432 Hz collega insieme proprietà fisiche come tempo, spazio, gravità, magnetismo, e fenomeni biologici come il DNA e la coscienza.

Quando i nostri atomi e DNA cominciano a risuonare in armonia con il modello a spirale della natura, il nostro senso di connessione con la natura aumenta la nostra percezione.

Sarà un caso che nella musica classica il LA a 432 Hz era utilizzato da Mozart e Verdi? Anche i Pink Floyd registrarono The dark side of the moon accordando a 432 Hz.

A quanto pare la vita è il risultato delle vibrazioni specifiche di ogni cellula, ciò significa che ogni cellula ha il suo suono, la sua nota.

La musica, d’altronde, è iscritta nel nostro DNA e non solo. Il suono stesso è all’origine delle cose. Secondo la meccanica quantistica, la materia non è mai inerte, ma è costantemente in uno stato di moto, di vibrazione continua. Il fisico austriaco Fritjof Capra diceva: «Ciascuna particella canta perennemente la sua canzone». Tutto ciò che compone la realtà, vibra. Anche oggetti inanimati e densi come le pietre che ci appaiono materia solida, di fatto, sono forme di energia che vibrano, seppure a frequenze molto lente. Tutto nell’Universo è energia in vibrazione e quindi suono.

La capacità di creare un linguaggio musicale non è prerogativa dell’uomo. Basta osservare il mondo animale per rendersi conto di come sia insita in tutti gli esseri viventi e il più delle volte legata funzionalmente alla competizione sessuale, alla possibilità dell’individuo di essere scelto dal partner.

Ritornando al suono a 432 Hz, per chi si interessa di discipline orientali, è collegato al chakra del cuore, “il chakra del sentimento”, diversamente dalla frequenza a 440 Hz che lavora sul chakra del cervello “il controllo mentale”.

La frequenza a 440 Hz è assunta come suono base per l’accordatura degli strumenti e per l’intonazione delle altre note. A tale valore devono così uniformarsi tutti gli strumenti e le orchestre del mondo occidentale, in modo che non ci siano scompensi da nazione a nazione, da città a città.

In Italia, in particolare, è la legge n. 170 del 3 maggio 1989, che regolamenta la materia stabilendo che «il suono di riferimento per l’intonazione di base degli strumenti musicali è la nota LA³, la cui altezza deve corrispondere alla frequenza di 440 Hertz (Hz), misurata alla temperatura ambiente di 20 gradi centigradi». Alcuni disobbedienti hanno, però, dato vita a un vero e proprio movimento in favore del ritorno al LA a 432 Hz, denominato “Rivoluzione Omega”.

Occorre introdurre il discorso sui “Bianural baets”, ossia i battiti binaurali che sono strettamente connessi con la fisiologia del cervello umano. Per capire bene cosa sono iniziamo col dire che nel cervello umano, quando è in stato di rilassamento (ossia quando non è totalmente vigile e cosciente), sono state rilevate frequenze che vanno al di sotto dei 20 Hertz. Quando ad esempio il cervello si trova in stato Alpha (stato tipico del dormiveglia e della meditazione leggera) gli Hz nel cervello vanno da 8 a 14. Con le onde Theta invece (fase di meditazione profonda o Sogni, fase REM), andiamo dai 4 agli 8 Hz. Mentre con le onde Delta (tipiche di chi sta dormendo profondamente) siamo sotto ai 4 Hz.

Potremmo così riassumere:

  • Delta

da 0,5 a 4 Hz: sonno profondo e senza sogni.

  • Theta

da 4 a 8 Hz: meditazione profonda, trance, sogni, fase REM.

  • Alpha

da 8 a 14 Hz: rilassamento vigile, meditazione leggera, dormiveglia.

  • Beta

da 14 a 39 Hz: stato vigile e di concentrazione (più si sale più si va verso stati di ansia).

  • Gamma

sopra i 40 Hz: agitazione, aaura, attività cerebrale elevata.

Ascoltando delle frequenze a 7 Hz faciliteremo di conseguenza il nostro cervello nel favorire la meditazione stessa e le esperienze oniriche e il rilassamento. Il problema però è che l’orecchio umano è impossibilitato a percepire queste frequenze visto che il range udibile va dai 20 ai 20.000 Hz.

Allora come rilassarsi con una frequenza di, per esempio, 7 Hz, se in maniera naturale non possiamo sentirla? Per questo entrano in gioco le frequenze binaurali: si creano due suoni con frequenze distinte, entrambe udibili dall’orecchio umano, lasciando però fra una frequenza e l’altra un margine rappresentato proprio dalla frequenza binaurale che si vuole riprodurre.

Se volessimo creare una binaurale a 7 Hz potremmo ascoltare attraverso gli auricolari un suono di 300 Hz nell’orecchio sinistro e magari 307 in quello destro. Fra 300 e 307 c’è un margine di 7 Hz. In questo modo l’orecchio percepirà entrambi i suoni (perché non sono inferiori ai 20 Hz) ma, essendo il distacco fra una frequenza e l’altra molto breve, il cervello verrà “ingannato” e sentirà proprio la frequenza che a noi serve.

Le binaurali non sono altro che dei toni che riescono a essere percepiti dal cervello quando due suoni con frequenze e differenze inferiori a una certa soglia vengono ascoltati separatamente.

Da quanto esposto possiamo facilmente dedurre che le musiche più adatte ad essere ricevute dal cuore umano siano musiche con un’accordatura a 432 Hz per creare frequenze che risuonano con le nostre cellule e con le strutture del nostro corpo, con il mondo intorno a noi e con l’universo.

Le nostre cellule sono state create per comunicare, riconoscersi e collaborare e quindi noi individui siamo a nostra volta cellule del grande organismo umanità, conteniamo questa grande essenza di unione. In una parola, siamo musica.

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