DAILY LA DATA

22 luglio 1991
Arresto del mostro di Milwaukee

La perquisizione in casa di Jeffrey Dahmer, il 22 luglio 1991, portò all'arresto di quello che è passato alla storia come "il mostro di Milwakee", un serial killer tra i più sadici e violenti della storia del crimine

Il 22 luglio 1991, Jeffrey Dahmer, un trentunenne residente a Milwaukee, aveva invitato a casa il giovane Tracy Edwards, con la scusa di voler realizzare una sessione fotografica con implicito sfondo omoerotico.  Edwards, arrivato nell’abitazione dell’uomo, cominciò a notare alcuni particolari sinistri e inspiegabili: dapprima odori di componenti chimici insoliti per una residenza privata, poi alcune bizzarre foto nella camera da letto; e per ultimo, il fatto che il padrone di casa aveva insistito per ammanettarlo.

Adams, avendo quindi capito che la situazione avrebbe potuto degenerare e diventare pericolosa, mantenne il sangue freddo e si preparò a difendersi. Riuscì a colpire Dahmer e a fuggire, avvertendo la polizia. La perquisizione dell’abitazione portò alla scoperta di macabri particolari: prima un set di polaroid di giovani uomini smembrati e successivamente diverse teste mozzate, custodite nel freezer. Jeffrey Dahmer, ribattezzato “Il mostro di Milwaukee” si fece arrestare senza opporre resistenza e si prese ogni responsabilità per gli omicidi.

A lui sono state imputate le uccisioni di 17 persone, tra il 1978 (quando aveva appena 18 anni) e il 1991, effettuate con metodi cruenti, aggravate da violenza sessuale, necrofilia, cannibalismo e squartamento. Condannato nel 1992 all’ergastolo, è stato ucciso in carcere due anni dopo, da Christopher Scarver, un detenuto sofferente di schizofrenia.

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