DAILY LA DATA

24 giugno 1934
Nasce Maria Carta

«Tra i rari documenti della lingua logudorese ci sono i canti che Maria fa conoscere al mondo, di festa e di solitudine, di dolore e di gioia, dicono la vita di un popolo, di quel popolo che lei ama e che canta liberando nella sua voce stupenda la forza esistenziale del suo sentire». Così scriveva Giuseppe Dessì nella presentazione del disco di Maria Carta Delirio, uscito nel 1974. Maria Carta era nata a Siligo, a 30 km da Sassari, in Sardegna, il 24 giugno del 1934, e cantava anche da bambina, per farsi compagnia e sfuggire alla paura delle ombre che percepiva nei chilometri che faceva a piedi, per andare al fiume a lavare i panni. Aveva otto anni, ogni giorno in piedi prima dell’alba e partire, via a lavorare: le bambine al fiume con la cesta dei panni in testa, le gambe a mollo tutto il giorno a lavare, i bambini al pascolo con le pecore, l’infanzia rubata dal bisogno al gioco e alla scuola. Cantava a squarciagola Maria, e la paura si scioglieva; cantava per strada, in casa, in chiesa, poi in paese e in quelli vicini. Nella sua vita, durata solo sessant’anni, è stata cantautrice e attrice; con la sua magnifica voce ha reinterpretato la musica tradizionale sarda, in particolare il cantu a chiterra, il repertorio popolare dei gosos, delle ninne nanne e del canto tradizionale religioso (canti gregoriani); canta in logudorese, la lingua della sua terra. Il poeta Don Dettori le regala un libro di poesie,  diventeranno quasi tutte suoi canti.

Quando sbarcò a Roma nel 1960 alla ricerca della sua strada, Maria scoprì il Centro Nazionale di Studi di Musica Popolare diretto da Diego Carpitella, presso l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. La sua ricerca musicale ed etnografica acquistò più metodo e strumenti, e trovò produzioni e collaborazioni importanti, fra cui quello con l’etnomusicologo Gavino Gabriel e con il compositore Ennio Moricone. Si deve a Maria Carta se da metà degli anni settanta c’è stata una generale riscoperta e valorizzazione del patrimonio tradizionale sardo in Italia; con la sua voce ipnotica e visionaria si è esibita in tutto il mondo, e per la potenza della sua presenza scenica ha lavorato come attrice nel cinema con Francis Ford Coppola, Franco Zeffirelli, Francesco Rosi, Giuseppe Tornatore, e in teatro con Franco Enriquez, Maurizio Scaparro e Franco Simone. Nel 1975 è uscito un suo libro di poesie, Canto rituale, recentemente ripubblicato dalla Fondazione Maria Carta; ha fatto politica a Roma, dove è stata eletta nel 1976 in Consiglio comunale, e ha insegnato Antropologia culturale all’Università di Bologna.