DAILY LA DATA

24 maggio 1883
Apre il ponte di Brooklyn

Dopo tredici anni di lavori viene inaugurato quello che, con i suoi 1.825 metri, era all’epoca il ponte sospeso più lungo del mondo

I meno giovani ricorderanno il carosello di una gomma da masticare a strisce piatte divenuta celeberrima negli anni Sessanta che rese familiare anche a noi piccoli provinciali uno dei monumenti architettonici simbolo di New York. La “cicles” si chiamava Brooklyn, proprio come il famoso ponte newyorkese che attraversa l’East River e mette in comunicazione l’omonimo quartiere con l’isola di Manhattan, e passò alla storia dell’advertising con lo slogan «la gomma del ponte». Vi si vedeva una giovane Carla Gravina in minigonna e stivali aggirarsi per la città dalle mille luci, incontrare band a ogni angolo di strada in un clima molto da “figli dei fiori” e concludere lo spot con una corsa a perdifiato sul celebre ponte. Libertà e giovinezza erano i concetti trasmessi dalla riuscitissima pubblicità. E questa è la suggestione che resta quando si pensa al Brooklyn Bridge, che venne inaugurato il 24 maggio 1883 dopo ben tredici anni di lavori.

Al taglio del nastro, presenti il presidente degli Stati Uniti Chester A. Arthur e il governatore di NY Grover Cleveland, mancava il progettista, l’ingegnere tedesco John Augustus Roebling, morto ancor prima dell’inizio dei lavori, e pure il figlio Washington che aveva assunto la direzione dell’opera, rimasto paralizzato a causa di un incidente sul lavoro. A percorrere per prima il ponte fu dunque la moglie di quest’ultimo, Emily Warren Roebling, che aveva dato un contributo straordinario al marito per continuare a seguire il progetto.

Con i suoi 1.825 metri era, all’epoca della costruzione, il ponte sospeso più lungo del mondo. Pochi giorni dopo l’inaugurazione accadde un grave incidente: tra le circa 20.000 persone che vi camminavano sopra si sparse la voce che il ponte fosse in procinto di crollare e, come accade in questi casi di panico tra la folla, nel fuggifuggi generale dodici persone morirono schiacciate e oltre un centinaio rimasero ferite. In realtà il ponte era più che robusto se si considera che, l’anno successivo, il patròn del circo Barnum attendato nella Grande Mela portò sul ponte 21 mastodontici elefanti, tra cui il colosso Jumbo del peso di oltre sette tonnellate. Superato il test degli elefanti, nessuno ebbe più dubbi sulla sua stabilità. Oggi si stima venga attraversato ogni giorno da 120.000 veicoli e 4.000 pedoni.