IL NUMERO

253

Al momento dell’entrata in vigore della legge sul biotestamento, il 31 gennaio 2018, sono 253 su 7.998 i Comuni italiani nei quali è possibile registrare le proprie disposizioni sul fine vita.

Lo ha reso noto l’associazione “Luca Coscioni” a fronte di numerose segnalazioni da parte di cittadini che non hanno trovato risposta nei comuni di residenza, per il deposito e l’autenticazione del proprio testamento biologico. Dal momento in cui la la legge è in vigore, tutti gli italiani hanno diritto a rilasciare le proprie volontà sul trattamento di fine vita, ma ancora manca l’informazione su come e a chi rivolgersi affinché la Dat (dichiarazione anticipata di trattamento) sia valida ed efficace.

Per questa ragione, l’associazione che da quasi 20 anni si batte per l’affermazione della libera ricerca scientifica e dei diritti civili ha chiesto al ministro dell’Interno Minniti di inviare una circolare a tutti i Comuni italiani, affinché individuino procedure e modalità per i deposito delle Dat, per la loro conservazione e il loro successivo utilizzo, facendosi contestualmente carico di una campagna informativa ai cittadini attraverso i media, i siti internet e i social.

Al 2 febbraio sono stati scaricati circa 3.000 moduli dal sito www.associazionelucacoscioni.it e  rilasciate circa 14.000 Dat, mentre la rete dei Comuni italiani sembra ancora inadeguata a raccogliere le volontà dei cittadini attraverso le proprie strutture amministrative.

La Regione più attiva nella predisposizione dei registri è l’Emilia-Romagna (con oltre 40 comuni), seguita dalla Toscana (30 comuni) e dalla Lombardia (17). L’unica regione che alla data odierna ha deliberato l’istituzione di un registro è il Friuli Venezia Giulia e l’unica provincia è Cagliari. Per il resto la situazione è quantomai eterogenea, con iniziative diverse e diffuse a macchia di leopardo.

Allora cosa devono fare i cittadini che fin da subito vogliono esercitare un loro sacrosanto diritto sancito dalla legge?

L’associazione Luca Coscioni, sul proprio sito, oltre a mettere a disposizione un modulo scaricabile e modificabile per la compilazione della Dat, dà informazioni sulle diverse modalità di deposito (https://www.associazionelucacoscioni.it/come-fare-il-testamento-biologico/) e fornisce una mappa, benché parziale e in aggiornamento, sulle diverse possibilità nel territorio italiano (https://www.associazionelucacoscioni.it/come-fare-il-testamento-biologico/)

Digitando la parola “biotestamento” (cui abbiamo anche dedicato un articolo su Tessere) o “come fare il biotestamento” su google, il risultato sono numerosi siti che offrono informazioni sulla compilazione e il deposito, molti dei quali rimandano all’associazione Coscioni.

Sarebbe auspicabile che Governo e Pa si muovessero per dare una riposta e un servizio uguale per tutti i cittadini, soprattutto semplice e immediato, affinché fatta la legge non si trovi anche l’inganno e chi non sa a chi rivolgersi, abbandoni il proprio proposito per sfinimento.