IL NUMERO

3.400

Con le sue 3.400 sedi sparse su tutto il territorio nazionale, oggi AVIS è la più grande associazione di volontariato del sangue italiana, che ogni anno contribuisce a circa il 70% del fabbisogno nazionale. Può contare su più di 1.320.000 soci, per un totale di oltre 2.000.000 di unità di sangue ed emocomponenti donate nel 2017.

«Il sangue unisce tutti i popoli», è uno degli  slogan dell’Oms per promuovere la Giornata mondiale del donatore, ed è uguale per tutti, anche se i gruppi sanguigni sono distribuiti in modo differente nelle varie etnie e popolazioni.

Grazie alle donazioni dei volontari, da molti anni l’Italia è autosufficiente, con un bilancio positivo tra numero di unità di sangue ed emocomponenti rispetto al fabbisogno.

Lo scorso anno, informa il Centro nazionale sangue, sono state prodotte 2.572.567, unità di globuli rossi, 276.410 di piastrine e 3.030.725 unità di plasma. Sono stati trasfusi 8.510 emocomponenti al giorno e curati 635.690 pazienti, 1.741 al giorno.

A donare sangue sono soprattutto persone con un’età compresa tra 30 e 55 anni; ma le proiezioni demografiche indicano una tendenza alla riduzione nei prossimi decenni.

Bassa, invece, la percentuale di giovani: il 13,4% della fascia di età tra 18 e 25 anni e il 18,3% di quella tra 26 e 35 anni. Con il progressivo invecchiamento della popolazione, si stima che alla fine del 2020 i donatori si saranno ridotti del 4,5%.

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