DAILY LA DATA

3 luglio 1985
Esce, negli Usa, “Ritorno al futuro”

Il film "Ritorno al futuro" compie 34 anni e ancora continua a fare audience da prima tv, ogni volta che viene riproposto sul piccolo schermo. Tanto che, di recente, si è vociferato anche di una quarto episodio. L'ipotesi pare sia tramontata

«Pronto Chuck? Sono Marvin. Tuo cugino Marvin Berry! Sai quel nuovo sound che stai cercando? Bene, senti questo!». Il “sound” è quello di Johnny B. Goode, che Marty McFly, appena “tornato dal futuro”, sta suonando al ballo di fine anno. E Chuck Berry è ancora un perfetto sconosciuto.

È una delle scene clou di Ritorno al futuro, uscito negli Stati Uniti il 3 luglio del 1985, un film che ha fatto epoca, tra i più amati di sempre, autentico cult per generazioni: icona degli anni Ottanta, con personaggi e interpreti azzeccatissimi, battute scoppiettanti, indimenticabile colonna sonora, con la sigla The Power of Love di Huey Lewis and the News in vetta alle classifiche per mesi. Premio Oscar per il miglior montaggio sonoro, nel 2007 è stato scelto per essere conservato nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti. In occasione del suo venticinquesimo anniversario, il 27 ottobre 2010 è stato riproposto per un solo giorno nelle sale cinematografiche italiane. Lo stesso è accaduto il 21 ottobre 2015, in corrispondenza della data di viaggio verso il futuro dei protagonisti nel secondo capitolo della serie.

Diretto da Robert Zemeckis, interpretato da Michael J. Fox (Marty McFly) e Christopher Lloyd (Emmett L. “Doc” Brown), ha in Bob Gale lo sceneggiatore e la mente di tutta la saga (è stato seguito da altri due episodi, Ritorno al futuro II e Ritorno al futuro III) e in Steven Spielberg il produttore. Non poteva che essere un successo.

Una curiosità. Pare che il progetto si debba a una circostanza fortuita, capitata a Bob Gale nel 1980. Lo sceneggiatore aveva trovato il diario scolastico del padre nella soffitta di casa e, leggendolo, aveva scoperto lati sconosciuti del genitore che lo portarono a fantasticare su cosa sarebbe successo se si fossero incontrati da ragazzi e coetanei. Ne parlò con l’amico Robert Zemeckis, che rimase entusiasta dell’idea e immaginò una variazione sul tema classico  dei viaggi nel tempo, narrando non di secoli indietro, ma di una trentina di anni e concentrandosi sulle vicissitudini di un adolescente che si trova a vivere nell’epoca in cui i propri genitori sono a loro volta ragazzi, nella stessa città. Il soggetto piacque subito a Steven Spielberg, ma la sceneggiatura proposta da Gale e Zemeckis fu rifiutata pressoché da tutti gli studios, che reputavano Ritorno al futuro “troppo poco volgare” (sic!) per attrarre il grande pubblico. Come se non bastasse i due ultimi film diretti da Zemeckis non erano stati un successo al botteghino e pochi produttori se la sentivano di affidargli un progetto tanto ambizioso. La svolta arrivò nel 1984, quando l’attore e produttore Michael Douglas lo ingaggiò per la regia del film All’inseguimento della pietra verde: la pellicola fu un successo e rilanciò Zemeckis nell’olimpo dei registi blasonati, dandogli la possibilità di rimettere mano al progetto Ritorno al futuro, che avrebbe consegnato alla storia del cinema uno dei film più celebri e apprezzati di sempre.