DAILY LA DATA

30 agosto 1963
Istituzione della linea rossa tra Washington e Mosca

Il 30 agosto 1963 viene istituita la Moscow-Washington hotline, una linea diretta tra le due superpotenze per evitare lo scoppio involontario di un conflitto nucleare

1963: la crisi dei missili a Cuba si è appena risolta, con il ritiro degli apparati strategici sovietici dall’isola, ma la tensione è rimasta altissima. Alfred Hitchcock non ha ancora girato Topaz, tutto ambientato all’ombra dell’affaire caraibico. Le due superpotenze coinvolte, Unione Sovietica e Stati Uniti – dopo essere state ad un passo dalla catastrofe – decidono di correre ai ripari, per evitare qualsiasi malinteso che possa scatenare una guerra nucleare.

È così che, il 30 agosto, entra in funzione Red Telephone (detto anche Moscow-Washington hotline): una linea diretta di telecomunicazioni fra gli Stati Uniti d’America e la Russia (fino al 1991 Unione Sovietica), che collega il Cremlino e il Pentagono, sede del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti. Sviluppata dalla Harris Corporation, nonostante il nome, è nata in origine per collegare due telescriventi. Queste saranno rimpiazzate da fax nel 1988 e solo nel 2008 da una linea dati per computer. Ci vorranno quattro anni, tuttavia, perché Red Telephone, con tutto il suo carico di messaggi criptati, entri realmente in funzione: avverrà nel 1967, nella Guerra dei Sei Giorni, durante il conflitto tra l’Egitto e lo Stato d’Israele. La usano dai due lati dell’oceano, per informarsi a vicenda sui movimenti militari, allo scopo di evitare provocazioni; ciascuno scrive nella propria lingua madre e il ricevitore pensa a tradurre.

Nel ’71 il sistema è finalmente aggiornato con tecnologie più recenti. Si installa un vero telefono e la linea telegrafica viene completata con due linee di comunicazioni satellitari, una sovietica e una statunitense. Negli anni Ottanta, si inizia a prevedere anche lo scambio di documenti e informazioni. Perché l’errore umano è sempre in agguato, e scatenare per sbaglio una guerra nucleare potrebbe essere il nostro ultimo atto, per nulla indispensabile. Come sostiene Frank Zappa: «Un Paese è veramente un Paese quando possiede una compagnia aerea e una birra … Aiuta anche vantare una specie di squadra di football e qualche arma atomica, ma l’essenziale di cui si ha bisogno è soprattutto una bella birra».

 

 

 

 

 

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