IL NUMERO

60

SERENA BERSANI

È nei ricordi di tutti i bambini e degli ex bambini dalla fine degli anni Cinquanta a oggi. Quarantaquattro gatti, Il valzer del moscerino, Popoff, fino a Le tagliatelle di nonna Pina e Il coccodrillo come fa: le hanno cantate tutti, piccoli e grandi, da figli, da genitori e da nonni. Sì, perché i bimbi che guardavano lo Zecchino d’oro negli anni in cui, nella tv in bianco e nero e monocanale, Cino Tortorella presentava in calzamaglia e costume da Mago Zurlì insieme a un pupazzo animato, l’irresistibile Topo Gigio, oggi sono ormai nonni.

Quest’anno lo Zecchino d’Oro, la kermesse della canzone per bambini, compie 60 anni e la Rai lo festeggia con quattro sabati in diretta, presentati da Francesca Fialdini e sotto la direzione artistica di Carlo Conti, dal prossimo 18 novembre. E l’8 dicembre ci sarà una serata speciale per festeggiare il compleanno della manifestazione nata per iniziativa di Cino Tortorella che trovò la collaborazione e l’ospitalità dei frati dell’Antoniano di Bologna.

Maestra  per tanti anni dei piccolissimi cantanti fu Mariele Ventre che, da quando nel 1963 nacque il Piccolo Coro per accompagnare i solisti, lo diresse fino alla sua scomparsa nel 1995. Da allora a insegnare con pazienza le canzoni (molte «d’autore») ai bambini è la maestra Sabrina Simoni.

Il Mago Zurlì non c’è più, Topo Gigio non c’è più, la maestra Mariele neppure. Ma lo Zecchino d’Oro non dimostra affatto i suoi 60 anni ed è una delle poche trasmissioni televisive a mantenere lo smalto della tivù di un tempo, artigianale e accuratissima. Di più: lo Zecchino d’Oro è ormai un’istituzione del nostro Paese, un brand come i tortellini e il parmigiano, dall’immagine internazionale ma con radici fortemente bolognesi.

 

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