DAILY LA PAROLA

Flop

UNAPAROLAALGIORNO.IT

Insuccesso, fallimento; voce inglese, letteralmente ‘tonfo, caduta’.

Alcune parole sono particolarmente suggestive, e qui siamo davanti ad uno di quei casi non così rari in cui estrema brevità e sonorità evocativa hanno dato una spinta eccezionale a questo anglicismo, che ha guadagnato pian piano terreno passando dalla nicchia del linguaggio della critica teatrale e cinematografica ad un uso ampio e diffuso per indicare molti altri generi di fallimento.

Probabilmente, il nostro orecchio ci riconduce spontaneamente a qualcosa che si affloscia, che si sgonfia, che non si regge in piedi, e che quindi costituisce un insuccesso (e chi in cucina si è cimentato nei soufflé avrà quest’immagine ancora più nitida). Ma in realtà il flojo spagnolo da cui deriva il floscio sembrerebbe, almeno etimologicamente, non avere nulla a che vedere con il flop inglese: il primo proviene dal latino fluxum, e parla quindi della mancanza di consistenza e di solidità, mentre il secondo, probabilmente di origine onomatopeica, indica una vera e propria caduta, un tonfo, un collasso rapido e repentino che, nel caso in cui non sia figurato, produce un rumore sordo e netto.

C’è quindi una stroncatura definitiva nel flop, che difficilmente lascia spazio alle sfumature, e che sancisce l’insuccesso in maniera indiscutibile, soprattutto quando vengono deluse delle attese particolarmente ottimistiche. Allora il corso di salsa e merengue per la terza età che, tanto pubblicizzato, ha raccolto giusto un paio di iscritti, è stato un flop; la squadra che l’anno scorso ha vinto lo scudetto fa flop perdendo i primi tre incontri del nuovo campionato e si ritrova sommersa dai fischi; e quando raccontiamo in confidenza ad un amico che un appuntamento romantico non è andato proprio come avevamo pensato, possiamo dire genericamente che la nostra serata è stata un flop.

Stessa origine ha il floppy, strumento tecnologico ormai di un’altra generazione, disco così chiamato perché più flessibile (nascosto all’interno di un guscio di plastica) rispetto al disco rigido (hard disk). Chi preferisce evitare l’uso dei prestiti sfrutterà senz’altro la valida alternativa italiana del fiasco, che sembra però indietreggiare negli ultimi tempi; c’è sicuramente ancora modo per evitare che diventi vittima del suo stesso significato.

La parola flop è tratta dal sito unaparolaalgiorno.it, un progetto nato nel 2010 dall’idea di due giovani poco più che ventenni – Massimo, dottore in psicologia, web designer, sviluppatore software e appassionato di fotografia, e Giorgio, 28 anni, dottore in giurisprudenza e scrittore –, con l’intento di riscoprire parole belle e poco conosciute,  che usiamo nel quotidiano ma di cui ignoriamo il potenziale originale. «Dalla qualità dei pensieri che facciamo – scrivono nel loro blog – dipende la qualità della nostra vita». TESSERE li apprezza molto.