DAILY LA PAROLA

Florilegio
#paroledasalvare

Florilegio è una delle #paroledasalvare individuate dal dizionario Zanichelli. Ormai non viene più usata se non in espressioni ironiche come sinonimo di sequela, ma la sua origine è assai più "aulica"

Florilègio è una parola quasi del tutto caduta in disuso o a volte utilizzata con un significato totalmente diverso, per la sua assonanza con sacrilegio e con il verbo deflorare. Niente a che vedere con la profanazione di cose sacre o con la perdita della verginità, perché un florilegio altro non è che una «scelta di opere o di brani di opere di uno o più scrittori, raccolta in volume» scrive il vocabolario Treccani. In poche parole un’antologia, una raccolta, una miscellanea, uno zibaldone, una crestomazia (per andare sul difficile), una scelta, una selezione, una collezione.

La parola deriva da latino rinascimentale florilegium, composto da flos, floris (fiore) e il tema del verbo legĕre (cogliere), calco linguistico del greco anthologia, della quale è un sinonimo perfetto. Entrambe, infatti, si fondano sulla metafora del mazzo di fiori per indicare una raccolta scelta di brani o poesie. La parola antologia, infatti, è composta dal greco ánthos (fiore) e loghìa, dal tema del verbo légō (scegliere). Ci sono notevoli esempi fin dal 1503, quando Aldo Manuzio pubblicava l’Antologia Greca con accanto il titolo Florilegium diversorum epigrammatum.

Il florilegio può anche essere una raccolta di preghiere o di pratiche di devozione, ma si presta a varie estensioni di significato, come sinonimo di sequela o repertorio: un florilegio di idiozie, di errori clamorosi, di insulti, di parolacce e imprecazioni.