MEMORIE

Il deportato “misto”

VERONA – Giorno della Memoria 2017

27 gennaio, ore 9.30

Il deportato “misto”

Celebrazione Ufficiale

  •  Palazzo della Gran Guardia, piazza Bra 1, Verona 

 

Oratore ufficiale: Gilberto Salmoni, nato a Genova il 15 giugno 1928, deportato ‘misto’ di soli sedici anni, Presidente Aned Genova, rappresentante italiano nel Comitato Internazionale di Buchenwald. Arrestato dalla Milizia della Repubblica di Salò alla frontiera svizzera il 17 aprile 1944 con tutta la famiglia ‘mista’: papà, mamma, fratello, sorella, marito della sorella, portati al carcere di Bormio, consegnati alla gendarmeria tedesca e alle SS, incarcerarti a Milano a San Vittore, poi deportati a Fossoli, e da lì portati a Verona alla stazione di Porta Vescovo, dove la famiglia è stata separata: madre, padre e sorella incinta in un vagone diretto ad Auschwitz (dove furono mandati alla camera a gas con la prima selezione appena arrivati), Gilberto e il fratello in un altro, diretto a Buchenwald, dove diventano i numeri 44.573 e 44.529. “Perdere mamma e papà, la sorella … è stato ed è molto doloroso. E’ stato un lutto troppo forte e non ho potuto che alleggerirne il peso, considerandolo come una fatalità prevedibile ed ineluttabile, dato il momento storico …Ho deciso di continuare a vivere”. Salmoni riesce nella difficile capacità di ricostruire le tappe dolorose della deportazione con precisione ma allo stesso tempo con leggerezza, quasi volendo riportare l’innocenza dell’adolescente, in qualche modo protetto dagli adulti (il fratello maggiore, medico e membro attivo dell’organizzazione clandestina del Campo, che organizzava programmi di azione e di sabotaggio sul lavoro, lo ha costantemente e con grande capacità tenuto vicino, attutendo anche le prove più difficili e dure). Laureatosi poi in ingegneria e psicologia, lavorando in momenti successivi in entrambi i settori, ha la capacità personale di collocare la propria storia personale nella Storia, indagando le cause dei comportamenti umani. Definisce il Lager ‘una situazione di laboratorio’, un luogo in cui, indipendentemente dalle intenzioni dei nazisti che volevano azzerare identità e corpi, l’eliminazione delle differenze sociali, di classe, di istruzione, di abbigliamento, di linguaggio disvelano l’autenticità della persona (“La personalità di ognuno era nuda ed era frutto del profondo di ognuno … l’essere meschini o generosi, l’egoismo o l’altruismo erano evidenti, non potevano essere celati…”, pag. 98), fa rinascere generosità, gesti, emozioni, solidarietà…  Salmoni indaga anche il ’dopo’ (‘il ritorno’ è il tema che Aned ha scelto di approfondire per il ‘Giorno della Memoria 2017) e cioè quanto sia stato difficile non solo materialmente per la disorganizzazione italiana che lo ha costretto ad arrangiarsi per rientrare in Italia con un viaggio tormentoso fino a Bolzano nel campo di accoglienza, ma anche, arrivato a Genova pochi giorni prima del 17° compleanno, due mesi dopo la liberazione, la fatica di ritornare alle categorie del vivere normale e ritrovare la grande casa vuota.  Salmoni è autore di Una storia nella storia. Ricordi e riflessioni di un testimone di Fossoli e Buchenwald a cura di A.M. Ori, Torino, EGA, 2005 (Quaderni di Fossoli 3), 160 pp., € 10,00. Buchenwald, una storia da scoprire, Fratelli Frilli editori, Genova, 2016, € 10,50. A seguire, introdotto dal Prof. Maurizio Zangarini, storico, proiezione in prima nazionale del documentario “Ritorno a casa – Pescantina 1945, dalla deportazione all’accoglienza” dell’Associazione Memoria Immagine di Verona, prodotto per il Giorno della Memoria 2017. L’importanza di Verona nella II Guerra Mondiale, come luogo significativo, sia per la deportazione, dopo l’8 settembre 1943, sia per l’accoglienza dei reduci e degli internati a partire dalla fine della guerra, nel 1945. Il documentario, cui ANED ha dato collaborazione, si focalizza sull’ esperienza del campo accoglienza di Pescantina, paese sulla linea del Brennero, attivo dal 1945 al 1947, dal quale transitarono e furono accolti migliaia di internati militari, che pagarono con l’internamento il loro rifiuto di collaborare con i nazifascisti, i detenuti politici e i pochissimi ebrei sopravvissuti ai campi di sterminio. Ricordiamo che per l’esperienza di questo campo, esempio straordinario e unico in Italia di solidarietà e impegno, il Comune di Pescantina ha meritato nel 2007 la Medaglia d’oro al valor civile. Il documentario raccoglie le memorie delle volontarie addette al campo, affronta il tema degli IMI e di alcuni deportati politici, veronesi e non, attraverso alcune testimonianze di sopravvissuti (tra loro Ennio Trivellin, attuale presidente Aned di Verona). Ricordando anche che il tema scelto da ANED per il 2017 è proprio quello del ‘ritorno’, ANED ha dato il proprio patrocinio al lavoro.  L’Associazione Memoria Immagine dal 2007 si occupa di storia e memoria, realizzando documentari. Ha prodotto finora sei lavori su temi legati alla storia del secolo scorso, sulle lotte contadine, sui temi legati alle migrazioni, al lavoro e sulla Shoah. Nell’occasione ANED ha segnalato per l’attribuzione della Medaglia della Città due cittadine di Pescantina che hanno lavorato attivamente nell’opera di soccorso ai reduci.