LA PAROLA

Protestante

Nell’accezione storica del termine, protestante è chi protesta contro il potere papale di cui la Chiesa Cattolica Romana rappresenta l’incarnazione suprema. Fonti accreditate sostengono che la parola fu coniata nel 1529, in occasione della Dieta Imperiale di Spira, nel Granducato di Sassonia, quando un gruppo di evangelici, presentò una lettera, per l’appunto di protesta, al principe Ferdinando, emissario di Carlo V. Motivo del dissenso, le restrizioni imposte dall’imperatore al nascente movimento evangelico tedesco.  Con il documento, i “protestanti”, affermavano che il potere secolare non può imporre la sua autorità in materia di fede.

In realtà, la nascita ufficiale del movimento protestante moderno risale all’ottobre 1517, quando il monaco agostiniano Martin Lutero, affisse sul portale della cattedrale di Wittenberg, ben 95 tesi in latino, con cui confutava il valore e l’efficacia delle indulgenze, ovvero le offerte in denaro da parte dei fedeli, per ottenere la grazia divina e la salvezza dell’anima. La dura contrapposizione di Lutero al potere di Roma, diede origine a una lunga serie di diatribe, scontri e persecuzioni che coinvolsero gran parte della popolazione, dilagando dalla Sassonia all’intera Germania.

Il nuovo credo religioso si estese poi oltre i confini, assumendo caratteristiche molto diverse tra loro, dando origine a mutamenti, non solo religiosi ma anche di carattere politico sociale che avrebbero ridisegnato la mappa dell’Europa moderna. Punti cardine della rivoluzione luterana, l’affrancamento del fedele dal potere dal clero. Lutero nelle sue tesi, aveva ribadito che tra l’uomo e Dio, non ci sono intermediari. Le cosiddette opere pie non sono utili alla salvezza dell’anima che si redime grazie al potere della fede. Altra importantissima innovazione, l’abolizione del celibato per i sacerdoti.

Se la ribellione alla politica delle indulgenze e al vile denaro hanno rappresentato l’asse portante dello scisma luterano, per il teologo francese, poi naturalizzato svizzero, Giovanni  Calvino (1509-1564) il denaro costituisce invece, un potente medium per la redenzione. Come ha esposto Max Weber in Etica protestante e spirito del capitalismo, la ricchezza e il benessere generato dal lavoro, sono per Calvino, segno della grazia divina. Il lavoro assume pertanto valore di vocazione religiosa, una vera e propria missione per conto di Dio. Di conseguenza, il povero è colui che per i peccati commessi, è escluso dalla grazia divina.

Se il calvinismo ha contribuito alla nascita e allo sviluppo del capitalismo, l’anglicanesimo avrebbe giocato un ruolo determinante nell’ascesa della potenza imperiale inglese. L’altro importante scisma del mondo protestante, a opera di Enrico VII e del suo potentissimo primo ministro, Thomas Cromwell, dal 1531 al 1536, ha come motivo scatenante, non solo l’ansia di Enrico di divorziare dalla prima moglie per sposare Anna Bolena ma anche il mezzo con cui l’Inghilterra sarebbe potuta diventare la nazione più potente del mondo, se si fosse sbarazzata dei legami con il papato, libera finalmente di competere con la rivale cattolica di sempre, cioè la Spagna, per la conquista del Nuovo Mondo.

Il tentativo di cancellare la religione cattolica, attuato mediante persecuzioni, esecuzioni sommarie, confisca delle terre dai cattolici in Inghilterra si estese anche alla Scozia e all’Irlanda. Basti ricordare la definiva conquista dell’Irlanda da parte di Oliver Cromwell, nel 1563 a suon di stragi e di saccheggi. Da allora, il dominio inglese sull’isola si è perpetuato fino ai nostri  giorni, sfociando negli anni 60 e 70 del secolo scorso, in Irlanda del Nord, in uno dei più sanguinosi conflitti dell’Europa occidentale dopo la fine della seconda guerra mondiale. Una lunga e lenta guerra, che ha visto in campo, ancora una volta, protestanti, lealisti filobritannici contro cattolici nazionalisti e indipendentisti. Un conflitto “a bassa densità”, che si è concluso nel 1998, con la firma dei trattati di pace del Good Friday Agreement.

Una catena  ininterrotta  di attentati da parte dell’Ira (Irish Republican Army), e degli squadroni paramilitari protestanti (Ulster Volunteer Force e Ulster Defence Association) e attacchi alla popolazione civile da parte delle truppe inviate da Londra per risolvere le sorti del conflitto. Un duro periodo passato alla storia con il nome di Troubles, di cui ancora oggi si avvertono gli  effetti. Ricordiamo la Bloody Sunday, forse l’episodio più famoso, risalente al gennaio del 1972, quando le truppe inglesi aprirono il fuoco su un corteo di manifestanti cattolici a Londonderry , lasciando sul terreno 14 vittime. Ricordiamo il massacro di Ballymurphy (Belfast) del 1971, in cui morirono per mano inglese, 11 persone.  Crimini di guerra che ancora oggi rimangono impuniti.