ATTUALITÀ CRITICA IL PERSONAGGIO MUSICA

Un documentario per raccontare Barnelli, l’ultimo dei buskers

Barnelli e Serena Galella a Certadlo (Fi)

Sono passati poco meno di due anni dalla morte di Bernd Witthüser, al secolo Barnelli, l’ultimo e più famoso dei buskers, un artista poliedrico che ha fatto la storia della musica di strada. Era il 4 agosto del 2017. All’ospedale di Grosseto, dove Bernd era stato ricoverato per un aggravamento delle condizioni di salute, si è chiusa la storia di un uomo che ha scelto di non rinunciare mai alla propria libertà e al proprio stile, lontano dai lustrini dello star system.

Oggi la vita e l’arte di questo straordinario personaggio, che negli anni Settanta spopolava in tv nel duo “Otto e Barnelli”, in coppia con Hans Otto Richter (celebre il loro sketch nel film Il Papocchio di Renzo Arbore, riportato nel video in fondo alla pagina), sta per diventare un documentario, dal titolo Bernd Barnelli Witthüser – Vorrei cantare ancora questa canzone, tratto da un suo pezzo, scritto con Westrupp, l’artista tedesco con il quale ha sfiorato le vette delle hit parade in Germania, proprio negli stessi anni.

L’idea è nata da Serena Galella, amica e ultima compagna di viaggio di Bernd, che con lui ha condiviso il lavoro, una parte della vita e della strada. Nelle scorse settimane ha lanciato un crowdfunding per sostenere la realizzazione del suo progetto, che ha coinvolto amici e compagni dell’artista, in Italia e in Germania. Per oltre un anno, Serena è stata alla ricerca delle “tracce” di Bernd nel Paese di origine, tra le persone che lo hanno conosciuto, raccogliendo testimonianze, interviste, acquisendo filmati e materiale originale per il documentario. Guidata dal cuore e dal desiderio di rendere omaggio a Barnelli si è scoperta autrice e sceneggiatrice, organizzatrice e presentatrice di eventi.

«Glielo devo – spiega con un sorriso – come sento di doverlo a un’intera generazione di artisti di strada che hanno rappresentato la forma più libera dell’arte e della musica. Ho capito subito di aver incontrato una persona straordinaria. Barnelli era unico, con un’energia fuori dal comune, completamente rapito dalla musica, il suo vero amore, alla quale ha dedicato la sua vita. Un uomo coerente con le proprie scelte: fare il musicista, farlo in strada e vivere in armonia con la natura. Dopo la sua scomparsa, ho avuto modo di rincontrare, in Germania, i suoi vecchi amici, i primi autentici hippy. Quegli amici, che a distanza di tanti anni, ne conservano vivo il ricordo e il piacere di condividerlo mi hanno dato l’idea di realizzare un documentario “on the road”. Ed eccoci qua a chiedere aiuto e sostegno a quanti ricordano Barnelli o credono in questa idea. Senza questo aiuto sarà molto difficile realizzare il documentario, perché i costi sono piuttosto alti».

Se la cifra prevista non sarà raggiunta, il lavoro verrà comunque portato a termine, vista la quantità di materiale raccolto, ma sicuramente non sarà garantita la piena qualità, perché diverse spese dovranno essere tagliate.

La determinazione e la volontà ci sono tutte: «Credo che la figura dell’uomo e dell’artista Barnelli vada ricordata e trasmessa alle nuove generazioni, per quello che ha fatto e per i valori che ha trasmesso: libertà, senso critico, autonomia di giudizio e pensiero, sempre in direzione ostinata e contraria, citando De André. Spero, con questo documentario, di riuscire a mostrare un Barnelli sconosciuto ai più e fare quest’ultimo importante viaggio con lui, per lui»« conclude Serena Galella.

«Se ci saranno utili futuri, l’idea è creare un fondo a sostegno degli artisti di strada, così come per Bernd è stato di supporto il premio alla carriera riconosciutogli dalla FNAS (Federazione Nazionale Arte di Strada). Diventerà un fondo permanente: Bordello Barnelli, un nome che a lui piacerebbe di sicuro».

Per contribuire alla donazione collegarsi alla pagina del crowdfunding  o alla quella facebook, dedicata al progetto.