DAILY LA DATA

27 novembre 1978
Uccisione di Harvey Milk

È il 27 novembre del 1978 e siamo a San Francisco, in un ufficio del municipio, per l’esattezza. Il consigliere Harvey Milk si trovava lì, come sempre, a svolgere il suo lavoro, ma non poteva sapere che quel giorno sarebbe stato l’ultimo della sua vita. Dan White, ex consigliere comunale che da pochi giorni si era dimesso, aprì il fuoco contro Milk e lo uccise con cinque colpi di pistola. Qual era la sua colpa? Quella di essere omosessuale. Sembra quasi un paradosso e sembra quasi impossibile, ma purtroppo non lo è: White, accecato dall’odio verso gli omosessuali e dalla ossessiva paura di qualcosa di diverso da lui, uccise Milk proprio perché omosessuale.

Harvey Milk è stato, infatti, il primo politico dichiaratamente omosessuale e, pochi mesi prima della sua uccisione, aveva riportato un grande successo politico. Era riuscito a far approvare quella che allora era la più completa legge contro le discriminazioni, segnando così un momento di grande importanza storica per la città di San Francisco.

Insieme a Milk, in quel 27 novembre, perse la vita, sempre per mano di White, il sindaco di San Francisco, George Moscone, probabilmente ritenuto colpevole di aver permesso la promulgazione di una legge contro le discriminazioni.

Harvey Milk, a cui nel 2008 è stato dedicato un film con protagonista Sean Penn, era diventato in breve tempo, e ha continuato ad esserlo anche dopo la morte, un simbolo per le battaglie sui diritti civili, in particolari per la comunità gay e lesbica, per cui ha lottato fino a perdere la vita. Milk era ben consapevole del fatto che con le sue azioni, in un clima ancora fortemente intollerante verso gli omosessuali, correva un grosso rischio. Sapeva che qualcuno, accecato da un odio immotivato, avrebbe potuto compiere gesti sconsiderati. Così, iniziò a registrare audiocassette, in cui raccontava la sua storia, in cui consegnava ai posteri un messaggio importante: lottare sempre per ciò che si crede giusto, a testa alta, anche contro chi sembra più forte di noi. Perché un colpo di pistola può uccidere una persona, ma, di certo, non può uccidere le sue idee.