Categoria: Il personaggio

Quella donna esplosiva

LINA SENSERINI Quanto deve l’umanità a questa donna austera, instancabile, curiosa, intelligentissima fino ad essere geniale. Maria Skłodowska, al secolo Marie Curie, dal nome del marito, lo scienziato Pierre. Quest’anno ricorrono 150 anni dalla sua nascita, avvenuta...

Concetto Marchesi,
una lezione per sempre

Forse i più giovani hanno in mente Robin Williams che interpreta il professor John Keating ne L’attimo fuggente di Peter Weir, il suo coraggio e i suoi moniti alla libertà. Ecco nella storia dell’Italia c’è un professore, illustrissimo e stimatissimo, a cui meriterebbe dire le parole di Walt Whitman, «Oh capitano, mio capitano». È Concetto Marchesi. Lui e i suoi studenti padovani sono un esempio a cui guardare ancor oggi. Giorgio Frasca Polara lo racconta.

Lepetit, l’industriale partigiano

A Milano una targa molto nascosta al n. 8 di via Roberto Lepetit, vicino alla Stazione Centrale, ricorda l’anomalo industriale che coraggiosamente, quasi in maniera temeraria, dette la vita per la Resistenza: Roberto Lepetit, a capo della grande farmaceutica. A Ebensee una lapide lo ricorda «compagno eroico di mille morti e milioni di martiri» perché il suo esempio «porti bontà nell’animo degli uomini».

Cinquant’anni con il Che senza il Che

Erri De Luca e Luciana Castellina, Paco Ignacio Taino II e Pino Cacucci, Pepe Mujica e Mauricio Rosencof. In 25 ripercorrono – nel libro Io e il Che di Nadia Angelucci e Gianni Tarquini, edito da Nova Delphi – cos’è stato per loro Ernesto Che Guevara di cui il prossimo 9 ottobre ricorre il cinquantesimo anniversario della tragica morte. Per TESSERE e per “Succedeoggi” Marco Fiorletta, sulle cui spalle ha gravato per anni la vita de “l’Unità”, ha scritto una recensione che è anche il commosso ricordo di cosa quel rivoluzionario ed i suoi ideali hanno significato per tante generazioni. Comprese quelle giovani di ora.

I tre buoni motivi
di Piero Ciampi

Piero Ciampi è stato un ribelle cantautore italiano, a cui probabilmente non è mai stata prestata sufficiente attenzione: «nei suoi versi ci si trova qualcosa di abbastanza poetico per riuscire incomprensibile all’amatore abituale di canzonette», scrisse Natalia Aspesi nel 1963 quando, con scarso successo di pubblico e di critica, uscì il suo primo album: “Piero Litaliano”. Sul n. 341 della “Rivista anarchica”, nel febbraio del 2009, uscì un pezzo di Patrizia Chiesa e Alessio Lega – “Ha tutte le carte in regola per essere Piero Ciampi” – che lo descrive scrupolosamente e con affetto. Per gentile concessione degli autori lo ripubblichiamo.