Categoria: Il personaggio

Nuccio, un giornalista come si deve

Ci impossessiamo arbitrariamente, certi di non fare alcun torto, di un articolo scritto da Vincenzo Vasile per “Strisciarossa“, il sito che in qualche maniera auspica di raccogliere l’eredità de “l’Unità” nella quale anche molti collaboratori di TESSERE...

Lorella, stanca di chi dice
«Solo un minuto»

CLELIA PETTINI «Solo un minuto» è la risposta che centinaia di volte si sentono dare le forze dell’ordine quando contestano un divieto di sosta o un parcheggio non proprio regolare. La stessa che tante persone disabili ricevono...

Quella donna esplosiva

LINA SENSERINI Quanto deve l’umanità a questa donna austera, instancabile, curiosa, intelligentissima fino ad essere geniale. Maria Skłodowska, al secolo Marie Curie, dal nome del marito, lo scienziato Pierre. Quest’anno ricorrono 150 anni dalla sua nascita, avvenuta...

Concetto Marchesi,
una lezione per sempre

Forse i più giovani hanno in mente Robin Williams che interpreta il professor John Keating ne L’attimo fuggente di Peter Weir, il suo coraggio e i suoi moniti alla libertà. Ecco nella storia dell’Italia c’è un professore, illustrissimo e stimatissimo, a cui meriterebbe dire le parole di Walt Whitman, «Oh capitano, mio capitano». È Concetto Marchesi. Lui e i suoi studenti padovani sono un esempio a cui guardare ancor oggi. Giorgio Frasca Polara lo racconta.

Lepetit, l’industriale partigiano

A Milano una targa molto nascosta al n. 8 di via Roberto Lepetit, vicino alla Stazione Centrale, ricorda l’anomalo industriale che coraggiosamente, quasi in maniera temeraria, dette la vita per la Resistenza: Roberto Lepetit, a capo della grande farmaceutica. A Ebensee una lapide lo ricorda «compagno eroico di mille morti e milioni di martiri» perché il suo esempio «porti bontà nell’animo degli uomini».

Cinquant’anni con il Che senza il Che

Erri De Luca e Luciana Castellina, Paco Ignacio Taino II e Pino Cacucci, Pepe Mujica e Mauricio Rosencof. In 25 ripercorrono – nel libro Io e il Che di Nadia Angelucci e Gianni Tarquini, edito da Nova Delphi – cos’è stato per loro Ernesto Che Guevara di cui il prossimo 9 ottobre ricorre il cinquantesimo anniversario della tragica morte. Per TESSERE e per “Succedeoggi” Marco Fiorletta, sulle cui spalle ha gravato per anni la vita de “l’Unità”, ha scritto una recensione che è anche il commosso ricordo di cosa quel rivoluzionario ed i suoi ideali hanno significato per tante generazioni. Comprese quelle giovani di ora.