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Instagrammabile

Instagrammabile o criterio di Instagrammabilità sta a indicare qualcosa che merita di essere pubblicata e condivisa

Instagram è verbo. L’applicazione certificata dall’antico dizionario statunitense insieme al suo aggettivo “instagrammabile”. Non che to instagram o, in italiano “instagrammare”, non fosse già ampiamente utilizzato. Specialmente da certe fasce di utenza. Tuttavia senza la certificazione di un qualche importante dizionario si rimane sempre nel dubbio. A quanto pare Merriam-Webster, la casa editrice che pubblica dizionari fin dagli anni Trenta dell’Ottocento e controllata dal 1964 dall’Encyclopaedia Britannica, ha completato la trasformazione e inserito il nome dell’applicazione fondata da Kevin Systrom sotto forma di verbo fra i suoi lemmi.

Instagrammabile o criterio di Instagrammabilità sta a indicare qualcosa che merita di essere pubblicata e condivisa. Sembra quasi una cosa seria, ed effettivamente lo è diventata. A tal punto da essere citata tra i princìpi più importanti di un piano di marketing che si rispetti. Affinché un hotel sia quotato deve anche essere Instagrammabile, e così pure un caffè, una palestra, un ristorante. Ogni luogo pubblico punta ad essere perfetto per un selfie e un immediato post su Instagram: giusta luce, giusti sfondi, giusti colori e giusta creatività nell’inserire oggetti d’impatto nell’ambiente. Siamo legati indissolubilmente al web, anche e soprattutto per promuovere il nostro business. Pensate un po’ al “foodporn”, il cibo non è più solo buono, ma anche bellissimo, Instagrammabile, e non importa se la qualità è scadente o la foto è photoshoppata male , l’importante è collezionare like.

Così, Instagram è entrata a far parte del ristretto gruppo di colossi e società che sono state in grado, negli anni, di influenzare il linguaggio con i loro servizi o prodotti. Come Google con “googlare” e simili neologismi, per intenderci. Il Merriam-Webster ha aggiunto circa 840 nuovi termini e definizioni nella nuova edizione del dizionario. Fra questi anche l’aggettivo derivato, cioè “Instagrammable”, un’etichetta per definire ciò che merita di essere pubblicato e condiviso sul social network controllato da Facebook.

Di recente Instagram ha celebrato il miliardo di utenti attivi su base mensile e circa 400 milioni utilizzano le Storie, la modalità effimera introdotta due anni fa a cui si aggiungono mese dopo mese ulteriori funzionalità, come la colonna sonora. Peter Sokolowski, direttore della Merriam-Webster, collega questa introduzione al fatto che, grazie ai social media, l’esistenza di molte persone è diventata “una specie di performance”. Instagrammare, insomma, è ormai un canale attraverso il quale si esprime e definisce la propria identità.