DAILY LA DATA

7 dicembre 1982
Prima condanna a morte con iniezione

Charles Brooks Jr., condannato insieme a un altro uomo per aver ucciso, sparandogli in testa, un meccanico a cui volevano rubare un’auto, è stato il primo detenuto giustiziato con una iniezione letale a Oklahoma in Texas.

L’esecuzione delle condanne a morte mediante iniezione –  utilizzata oltre che in alcuni degli Stati Uniti d’America anche a partire dal 1998 dalla Repubblica Popolare Cinese, nonché in Guatemala e a Taiwan – impiega una soluzione a base di cloruro di sodio per evitare che le sostanze letali non si mischino tra loro e formino particelle solide che potrebbero ostruire i tubi alla quale il boia aggiunge in successione una dose molto elevata di pentothal o pentobarbital, barbiturici capaci di sedare il condannato legato a un lettino con le braccia divaricate, una di Pavulon (nome commerciale del pancuronio) per rilassare i muscoli e paralizzare il diaframma, impedendo così ogni movimento dei polmoni e, infine, una dose di cloruro di potassio, che provoca l’arresto cardiaco.

Un ago viene inserito nelle vene del condannato e questo è collegato con un tubo a una stanza adiacente, dalla quale il boia inietta con una siringa nel tubo le sostanze velenose. Talvolta viene impiegato un cocktail letale diverso.

Il barbaro e orribile rituale impiega un periodo che può variare dai 5 ai 15 minuti durante i quali il condannato prima è indotto in uno stato di incoscienza e poi viene ucciso lentamente per paralisi respiratoria e poi per paralisi cardiaca.

Per quanto disumana e comunque inaccettabile, la condanna a morte mediante iniezione letale è considerata “la più umana”, perché sarebbe quella in cui il periodo di sofferenza è ridotto al minimo. Ma spesso sono insorte complicazioni, sia nella ricerca della vena, sia nella combinazione delle sostanze.

Con l’antica ipocrisia impiegata nelle fucilazioni, nelle quali uno o più membri del plotone hanno un fucile a salve in modo che non si sappia chi spara il colpo letale, i boia che iniettano le tre sostanze sono tre e tutti ignorano chi inietta il cloruro di potassio.

Nel 1983 a un condannato a morte, James Autry, fu sospesa l’esecuzione a metà a causa del suo stato cosciente e nel secondo tentativo, avvenuto il 14 marzo 1984, la morte giunse solo dopo 10 minuti di agonia.

Per salvare Joseph Roger O’Dell dall’iniezione letale si mobilitò anche il Papa, ma l’uomo venne comunque giustiziato il 24 luglio 1997.