IL NUMERO

853

È l’allarmante numero di crimini d’odio razziale censiti dal Ministero della Giustizia dall’inizio del 2015 alla fine del 2017 in Italia presso le corti d’appello di cui ha dato conto l’articolo I mille crimini d’odio che avvelenano l’Italia di Paolo Berizzi su “Repubblica” di domenica 11 febbraio. Sono più di 284 all’anno, 0,77 al giorno, più di uno ogni 2 giorni, senza contare quelli che non vengono denunciati. Un quadro «numericamente significativo», lo definisce il Guardasigilli. Il Lazio è al primo posto con 202 processi, seguito da Lombardia (134) ed Emilia Romagna (157), e poi Toscana (57), Veneto (34), Piemonte (31), Liguria (25).

In Trentino-Alto Adige i casi sono stati 26 e le indagini svolte avrebbero individuato contatti tra le realtà skinhead germanofone locali e analoghe formazioni tedesche con posizioni neonaziste.

In Sicilia i casi sono stati 39, in Campania 27 procedimenti, 11 in Calabria e 7 in Puglia. Diciotto casi in Sardegna, 11 nelle Marche e 6 in Umbria.

Molti di questi reati a sfondo razziale e xenofobo, spiega l’articolo, sfociano nell’intimidazione e nella violenza di matrice nazifascista.

Il censimento è stato promosso dal ministero dopo il blitz squadrista dei militanti del Veneto Fronte Skinhead nella sede dell’associazione pro-migranti Como Senza Frontiere in dicembre.