Autore: Flavio Fusi

Woodstock

FLAVIO FUSI «Sì, ascolta: c’è questo allevatore di maiali dello Stato di New York che vuole che suoniate nel suo campo…». Così cominciò – 49 anni fa – l’epopea di Woodstock, i tre giorni di “pace amore...

Acronimo

FLAVIO FUSI L’ultimo acronimo all’orizzonte – più che un acronimo, una minaccia – si chiama Quitaly, che significa più o meno: l’Italia saluta e se ne va dall’Europa (to quit = lasciare). L’elegante anglismo fa il paio...

Cani bianchi e uomini neri

FLAVIO FUSI C’è un ministro della Repubblica che vorrebbe vederli scendere in manette dall’imbarcazione che li ha raccolti in mare. Come una volta gli schiavi scendevano – in catene e in ceppi, a suon di frustate –...

Io e Philip

FLAVIO FUSI Non è stato un uomo facile, Philip Milton Roth, figlio di Hermann e Bess, ebrei galiziani immigrati, americano fin dentro il midollo. Alto, ossuto, testone, indisponente, immerso dentro il pozzo profondo della sua umana esperienza:...

Culto (della personalità)

FLAVIO FUSI La nostra vita quotidiana è intessuta di piccole, minuscole coincidenze. Pochi giorni fa, nelle stesse ore in cui a Mosca Vladimir Putin veniva incoronato per la quarta volta presidente della Federazione russa, mi aggiravo per...

Plebeismo

FLAVIO FUSI Considerate questa foto, apparsa qualche giorno fa sulle prime pagine di tutti i giornali del globo: nello studio ovale, Donald Trump firma il decreto sui nuovi dazi americani, affiancato da operai siderurgici in tuta e...

Zia Carla, la badante buona
e quella cattiva

FLAVIO FUSI Una vecchia zia – la chiameremo Carla – è malata di Alzheimer. La signora, mite e gentile, ha cominciato a vedere una folla di persone sconosciute che esce dallo schermo televisivo e invade la casa....